Cinquanta anni fa, Il 1° Marzo del 1960 si costituiva a Bergamo l’Ordine degli Architetti
Gli Ordini professionali furono costituiti nel 1925, con la finalità di tenuta dell'Albo professionale, di elezione dei consigli direttivi, di tutela della deontologia, di intervento disciplinare, e di liquidazione delle parcelle.
Dal 1925, anno di costituzione degli ordini professionali, non era mai esistito a Bergamo un Ordine degli Architetti. I pochi architetti bergamaschi, erano iscritti all'Ordine Interprovinciale Lombardo con sede a Milano dove aveva sede anche il Collegio Regionale Architetti della Lombardia che aveva esclusivamente compiti culturali.
Il racconto che ne ha fatto Nestorio Sacchi, primo presidente dell’Ordine degli Architetti di Bergamo, nel volume pubblicato in occasione del 40° anniversario, rappresenta un prezioso documento per ricostruire seppur sinteticamente la storia della costituzione del nostro Ordine.
Nonostante la partecipazione al dibattito culturale e alla ricerca architettonica e urbanistica fosse viva a Bergamo già negli anni trenta, è nel dopoguerra che si presentano le prime occasioni di aggregazione con fini istituzionali e culturali. Nestorio Sacchi ricorda la costituzione delle Commissioni Edilizie ed in particolare nel 1947, l’organizzazione di un importante avvenimento culturale quando l'associazione degli Architetti di Torino aveva predisposto, con materiale documentario fotografico fornito dall'USIS, organismo culturale delle Nazioni Unite, una mostra internazionale di Architettura moderna nella quale erano rappresentate opere di 160 architetti di 19 nazioni. Una mostra itinerante per la quale venne scelta Bergamo come prima tappa espositiva. La mostra aveva portato a Bergamo numerose conferenze tenute dai principali esponenti della ricerca architettonica del tempo tra i quali Enrico Peressuti, Giovanni Astengo, Gio Ponti, Giovanni Muzio, Ernesto Rogers, Luciano Galmozzi, Sandro Angelini e Pino Pizzigoni. Sotto il patrocinio dell'Unione Professionisti, diretto da Nino Zucchelli, si era costituito un Comitato organizzativo al quale collaborarono oltre che gli stessi Pino Pizzigoni, Angelini e Galmozzi anche Sandro Colombi, Pinetti, Selogni, Nestorio Sacchi e Tito Spini, allora studente.
Questa manifestazione costituì la prima occasione di incontro per una collaborazione di gruppo tra gli architetti di Bergamo che sulla scorta di quell’esperienza decisero di riunirsi in libera Associazione con il nome di ASA (Associazione Studi di Architettura), ispirato al Movimento Studi di Architettura già presente a Milano. L’ASA iniziò un'attività che si esplicitò in proposte al Comune per la revisione del Regolamento edilizio, dibattiti sulla stampa in merito ai problemi di protezione delle visuali di città Alta dalla piana città, in interventi vari attinenti l'urbanistica e l’edilizia cittadine.
Quello stesso anno a Bridgewater si nominò l’Italia quale sede per il VII Congresso del CIAM, Congresso Internazionale di Architettura Moderna, che sarebbe tenuto due anni dopo, e venivano incaricati gli architetti del gruppo CIAM di Milano, tra i quali Peressuti, Bottoni, Belgioioso,Albini, Mucchi, Gardella, Castelli Ferrieri, Pollini, tutti appartenenti all’MSA.
il gruppo CIAM di Milano, all'inizio del 1949 si mise in contatto con il gruppo ASA di Bergamo, e propose di svolgere il Congresso nella nostra città sul tema della "Messa in pratica della Carta d'Atene" con due temi secondari su "Relazioni tra le arti" e "L'Educazione nelle Scuole di Architettura".
Si costituì quindi a Bergamo un Comitato esecutivo di cui era presidente Pizzigoni e membri Sandro Angelini, Sandro Colombi, Luciano Galmozzi, Franco Nosengo, Pippo Pinetti e Nestorio Sacchi.
Segretario del Comitato fu lo stesso direttore dell'Unione Professionisti, Nino Zucchelli. Il Congresso si svolse dal 22 al 31 Luglio del 1949, ebbe un successo notevole, e vide arrivare a Bergamo, oltre ai numerosi colleghi italiani, i più famosi architetti e studiosi di architettura di tutto il mondo, tra i quali Le Corbusier, Denys Lasdun, Sigfried Giedon, Van Eesteren, Luis Sert, Helena Syrkus e moltissimi altri.
Il successo del Congresso evidenziò ancora più la necessità che i promotori della cultura architettonica e urbanistica della città si riconoscessero sotto un organismo locale più rappresentativo.
Su iniziativa di Nestorio Sacchi nel 1956 si fondò quindi a Bergamo il "Collegio Architetti della Provincia di Bergamo" al fine di dare un maggior peso alle istanze che la categoria poteva esprimere sui problemi attinenti la vita urbanistica ed edilizia della Città e della Provincia con l’organizzazione di dibattiti, conferenze, visite culturali, interventi sulla stampa.
Nel frattempo anche in altre città gli architetti avvertivano la necessità di staccarsi dall'ordine Interprovinciale Lombardo, e di costituire organismi legalmente riconosciuti, ma con giurisdizione più ridotta e si avviò la costituzione di un Ordine degli Architetti di Bergamo, Brescia, Mantova e Cremona. II nuovo Ordine venne in effetti costituito, con sede a Brescia, nel Novembre del 1956. Di esso facevano parte trenta architetti, dei quali dodici bergamaschi, dodici bresciani, tre mantovani e tre cremonesi. Primo presidente del nuovo Ordine fu una collega bresciana, Margherita Brevi. Sandro Angelini fu nominato consigliere.
II secondo consiglio, eletto l'11 Novembre 1958 vide Presidente Sandro Angelìni, e Nestorio Sacchi Consigliere.
Ma nel frattempo a Bergamo gli Architetti iscritti al Collegio, nel 1958, erano aumentati al numero di trentuno. Il collegio, presieduto allora da Luciano Galmozzi, aveva già avviato da un anno una campagna di propaganda tra gli iscritti per la costituzione di un Ordine professionale limitato alla provincia di Bergamo, per raccogliere i colleghi in parte iscritti nell'Ordine di Brescia, ed in parte ancora iscritti nell'Ordine di Milano.
I colleghi erano invitati a presentare le loro documentazioni presso uno studio notarile della città.
Nel Gennaio 1960 con 26 adesioni si riuscì a raggiungere il numero minimo previsto, che era di 25 architetti, per la costituzione di un Ordine bergamasco.
Il giorno 1 Marzo 1960 si costituiva presso il tribunale di Bergamo l’Ordine degli Architetti della Provincia di Bergamo.
Il 15 Marzo 1960 nella Sala delle Udienze civili presso il tribunale di Bergamo si tenne la prima assemblea per l'elezione del Consiglio Direttivo del nuovo Ordine degli Architetti della Provincia di Bergamo che vide quindi come primo presidente Nestorio Sacchi.
Sin dai primi anni il Consiglio Direttivo dovette constatare che i compiti burocratici fissati dalla legge erano limitativi rispetto all'esigenza degli iscritti di poter acquisire un bagaglio di conoscenze che l'università non aveva dato. Ci si rese conto, scrive Nestorio Sacchi, “ che l'Ordine doveva svolgere anche un'attività culturale sia al fine di definire un ruolo attivo della categoria nei riguardi delle scelte delle Amministrazioni pubbliche, in tema di sviluppo della città e del territorio, sia per una specifica qualificazione della categoria professionale”
Ora a 50 anni di distanza, nell’arco di poco più di una generazione, alcuni dei fondatori sono tutt’oggi attivi, gli iscritti all’Ordine sono quasi 2.300, le condizioni professionali e di mercato sono profondamente mutate così come le dinamiche sociali ed economiche che inducono la trasformazione della città e del territorio. Il contesto culturale, artistico, tecnologico è profondamente cambiato e il nostro Ordine, ancorato al decreto fondativo del 1925 deve affrontare l’importante sfida di aggiornare il proprio ruolo per continuare ad essere un interlocutore privilegiato nelle dinamiche di trasformazione urbana, con lo stesso apporto di dibattito qualificato, con lo stesso spessore culturale, con lo stesso entusiasmo, con la stessa volontà di partecipazione e con la stessa generosità che aveva animato cinquant’anni fa i nostri illustri fondatori che costituirono di fatto il primo Albo degli Architetti della Provincia di Bergamo e che è doveroso ricordare in ordine alfabetico e di iscrizione all’Albo:
- Sandro Angelini
- Maria Luisa Berti
- Lodovico Brembilla
- Alessandro Colombi
- Guido Colombo
- Daniele Eynard
- Giuseppe Frisia
- Alberto Fumagalli
- Luciano Galmozzi
- Giuseppe Gambirasio
- Giuseppe Gambirasio Jr
- Sergio Invernizzi
- Guido Isella
- Alessandra Leidi
- Pietro Milanesi
- Franco Nosengo
- Carlo Panigada
- Aldo Piantanida
- Lucio Pernici
- Filippo Pinetti
- Nestorio Sacchi
- Ottone Selogni
- Enrico Sesti
- Vittorio Sonzogni
- Giovanni Spini
- Giovanni Zanella