Data | Fino al 9 Novembre 2018
Ora | 9-17,30 (Dal Lunedì al Venerdì) – 9-12 (Sabato)
Sede | OAB – Passaggio Canonici Lateranensi 1


Perché abbiamo organizzato questa mostra e perché nella sede dell’OAB?
Ovviamente la carriera di un architetto non può essere riassunta negli spazi dell’attuale sede, ma l’intento è che l’OAB torni ad essere centrale nelle discussioni di architettura, sia fra architetti sia coinvolgendo chi non lo è.
Ed allora, perché questa mostra? Perché riteniamo fondamentale sottolineare che l’architetto è innanzitutto un uomo che abita la città e come tale la analizza, la studia, proponendo soluzioni adeguate.
Lontano dalle ossessioni formaliste, Giuseppe Gambirasio, durante una carriera lunga sessant’anni, ha sempre interpretato il lavoro dell’architetto come risposta culturale ai rapporti complessi dell’uomo con l’ambiente, la natura e la società. 
L’umanità dell’architetto è a disposizione della società in cui vive e le soluzioni sono frutto di profonde riflessioni sulle caratteristiche spaziali, sociologiche ed economiche di un luogo.
Far conoscere l’aspetto più umano, più intimo di un progetto, attraverso le parole dell’architetto che l’ha pensato, aiuta a far comprendere a tutti l’importanza del nostro lavoro che non è solo attività di “pensiero” ma è soprattutto azione concreta per la costruzione e la cura delle nostre città.
È con questo spirito che la mostra è aperta soprattutto alla cittadinanza per far conoscere il ruolo che un architetto ha all’interno della comunità in cui vive, in modo semplice e chiaro. La mostra è uno sguardo su una vita professionale esemplare, una testimonianza del valore sociale dell’Architettura.
In un momento storico in cui la tecnologia sembra essere la soluzione immediata a tutti i problemi, rimettere al centro l’uomo con i suoi pensieri e le sue azioni a servizio del bene comune è il metodo da cui ripartire per risolvere i problemi che affliggono le nostre città.

Gianpaolo Gritti


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Le foto dell’inaugurazione