Guarda un luogo. Immagina cosa potrebbe diventare.

Ci sono luoghi che attraversiamo ogni giorno senza quasi notarli. Un edificio che potrebbe accogliere nuove attività, uno spazio aperto poco utilizzato, un’infrastruttura che ha perso la sua funzione, un rudere che racconta una storia.

Poi, qualche volta, succede qualcosa: guardiamo quel luogo e immaginiamo che potrebbe essere diverso.

Atlante Second Life nasce da qui: dal desiderio delle persone di immaginare una nuova vita per i luoghi che abitano.

Non servono competenze tecniche e non occorre avere già un progetto. Chiunque può segnalare un luogo e raccontare, con il grado di dettaglio che desidera, quale futuro immagina per quello spazio. Ciò che conta è proporre una possibilità che possa essere utile alla comunità.

Può essere uno spazio aperto, un’infrastruttura, un rudere, un edificio in disuso o anche un edificio ancora in uso. Perché Atlante Second Life non è soltanto una mappa dell’abbandono: è una mappa delle possibilità.

Ogni segnalazione aggiunge uno sguardo. Quando più persone concentrano l’attenzione sullo stesso luogo, quei desideri possono far emergere un bisogno, un interesse o una possibilità condivisa.

Questo non significa che ogni segnalazione diventerà automaticamente un progetto. Significa però creare un punto di partenza: l’attenzione raccolta attraverso l’Atlante può diventare l’occasione per incontrare amministrazioni pubbliche o proprietari e verificare insieme la possibilità di avviare un percorso di partecipazione.

Nato nel 2019 in occasione del 70° anniversario del CIAM di Bergamo, Atlante Second Life è stato promosso dall’Ordine degli Architetti della Provincia di Bergamo e successivamente sviluppato dalla Fondazione Architetti Bergamo.

Oggi continua a crescere grazie alle persone che scelgono di guardare il proprio territorio non soltanto per quello che è, ma anche per quello che potrebbe diventare.

È, prima di tutto, un’educazione allo sguardo: imparare a riconoscere possibilità dove l’abitudine ci porta a non vederle più.

C’è un luogo nel tuo territorio che immagini diverso?

Segnalalo e raccontaci quale potrebbe essere la sua seconda vita. Un desiderio condiviso può essere il primo passo verso il cambiamento.