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Architetture condivise. Aprire gli studi, abitare le idee [DP26055AI]

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Il 9 ottobre, dalle 17 alle 20 presso la sede di Passaggio Canonici Lateranensi, l’Ordine partecipa all’edizione 2026 di Open! Studi Aperti, l’iniziativa nazionale promossa dal Cnappc che ogni anno invita gli architetti a raccontare il proprio lavoro e ad aprire alla città gli spazi, le esperienze e le idee della professione.

Dedicata al tema “Architettura, comunità e territorio”, pone al centro il rapporto tra progetto e società, sottolineando il ruolo dell’architettura nella costruzione di luoghi condivisi e nella qualità della vita quotidiana. A Bergamo il tema viene affrontato attraverso un appuntamento che unisce la discussione attorno a un libro e i progetti di architette e architetti bergamaschi.

Il programma prevede, dopo i saluti istituzionali, il dibattito attorno alla presentazione del volume “Come Fare Casa: storie di case e cooperazione”, e, a seguire, l’apertura della mostra delle cartoline progettuali di Cartovision #architettibergamo 2026.

Si inizia quindi con il dialogo con Stefano Tropea, architetto, Diletta Trinari, architetta e fotografa, e Simone Marcolin, fotografo, che, moderati dal direttore de Il Giornale dell’Architettura Michele Roda, raccoglie esperienze e riflessioni sul tema dell’abitare cooperativo, raccontando la casa non soltanto come spazio fisico, ma come esito di relazioni, pratiche collettive e forme di partecipazione. Un tema particolarmente attuale in un momento in cui la questione dell’abitare torna al centro del dibattito architettonico e urbano: dal costo della casa alla qualità degli spazi, dalla rigenerazione del patrimonio esistente alle nuove forme di comunità.

Il libro diventa così l’occasione per attraversare alcune storie di case, soffermandosi sui processi che le hanno generate e sulle persone che le abitano. Un racconto nel quale l’architettura incontra la dimensione sociale della progettazione e nel quale la fotografia assume un ruolo fondamentale: documentare gli spazi significa infatti raccontare anche le relazioni, i gesti quotidiani e i modi diversi di appropriarsi dell’architettura.

A questo racconto si affianca, per la prima volta all’interno della sede istituzionale, Cartovision 2026, che, alla sua seconda edizione, ha raccolto 45 visioni dedicate ad abitare, condividere, prendersi cura e costruire relazioni tra architettura e comunità. Le cartoline progettuali presentate saranno ora esposte per un mese, fino al 9 novembre, presso la sede dell’Ordine, trasformando la mostra in un ulteriore momento di apertura e confronto con la città.

L’appuntamento del 9 ottobre diventa così un’occasione per attraversare, attraverso forme diverse di racconto, una pluralità di esperienze e di sguardi sull’architettura contemporanea: dalle pagine di un libro alle immagini fotografiche, dalle visioni dei professionisti a quelle delle nuove generazioni.

Una partecipazione a Open! Studi Aperti 2026 che porta l’architettura fuori dalla dimensione esclusivamente professionale, per restituirla alla comunità come strumento di interpretazione e trasformazione dei luoghi.

[Data di pubblicazione sul sito: 15.09.2026]